Treviso 9 settembre 2010  
Ascom osservatorio consumi
 
23/07/2010 Osservatorio Consumi - dati secondo trimestre 2010
Ascom osservatorio consumi

Pubblicata: venerdì 23 luglio 2010
Osservatorio Consumi - dati secondo trimestre 2010

Anche nella prima parte del 2010 i consumi delle famiglie trevigiane risultano stagnanti.

Per l’immediato futuro, non si prevede una ripresa (basta pensare che per quasi 6 operatori su dieci le vendite sono calate su base annua); prevale un clima non solo di cautela (già registrata per tutto il 2009), ma soprattutto di disorientamento, se è vero che per una buona fetta del campione intervistato (circa il 23%) le tendenze del prossimo futuro appaiono “imprevedibili” o almeno “indicibili”.
Il contesto generale di incertezza si riverbera negativamente sul clima di fiducia delle famiglie determinando un ulteriore deterioramento del contesto economico generale.
In particolare, presso i consumatori è possibile individuare tre segmenti: quelli “arguti” che hanno messo in atto delle efficaci e temporanee “strategie anticrisi”, spaziando dal ricorso al risparmio accumulato negli anni precedenti, alla richiesta di aiuti famigliari o amicali; quelli che hanno intrapreso, con un rinnovato stile, la strada della sobrietà e del virtuosismo, riducendo pertanto l’interesse per la moda, la marca e la pubblicità ed orientandosi piuttosto verso la cura della persona, ed infine quelli più “razionali” che hanno preso coscienza del calo del proprio potere di acquisto e guardano al futuro con paura e timore, rinviando acquisti o progetti importanti per sé e la propria famiglia.
Nell’insieme si conferma non solo il quadro a tinte fosche già tratteggiato tra la fine del 2009 e l’inizio del 2010, ma soprattutto si conferma l’idea che la bassa congiuntura, rilevata ad inizio anno, fosse l’ultima appendice della crisi economica e che il quadro sarebbe presto migliorato in primavera non si è avverato. La ripresa tarda a manifestarsi e le aspettative di un miglioramento delle condizioni personali appaiono ai minimi termini.
Il clima di fiducia delle imprese non migliora ed in provincia di Treviso appare ulteriormente appesantito dal problema di liquidità e dei conseguenti ritardi nei pagamenti.
Di pari passo anche il clima di fiducia delle famiglie sembra risentire di un contesto di incertezza globale, in cui si susseguono le notizie di crisi finanziarie (dalla Grecia ad altri Paesi europei), di possibili default di conti pubblici e di inevitabili sacrifici che limiteranno le possibilità di spesa di molte famiglie.
Nel clima di incertezza diffusa e di aspettative di ripresa, per ora andate deluse, prevalgono diffusi comportamenti virtuosi, come la propensione a minimizzare gli sprechi, a razionalizzare la spesa orientandosi su offerte e promozioni, a prediligere pranzi veloci fuori casa, a riorganizzare i propri budget, sia personali che famigliari, a contenere, in generale, le spese superflue, anche se appare evidente e direi confortante la volontà di non rinunciare al proprio benessere, sia esso psicofisico che culturale.
E’ comunque in atto un ridimensionamento temporaneo degli stili di vita, una sorta di downsizing come filosofia quotidiana, elemento questo che ci costringe, ancora una volta, a guardare in faccia la realtà ed a mettere in atto nuove strategie commerciali e di incentivazione dei consumi.
Colpisce l’ampiezza del segmento più “pessimistico” dei consumatori, se è vero che ben il 78% dei consumatori intervistati ha l’intuizione profonda che “nulla tornerà come prima” e che sarà inevitabile l’imposizione di nuovi modelli di consumo, come se fossimo al termine di un grande periodo storico.
La sfida si giocherà tutta nella capacità degli imprenditori del terziario di intercettare le domande latenti dei consumatori, di interpretare e dare contorni “alle nuove sobrietà”, di anticipare i nuovi modelli di consumo, di dare rassicurazioni concrete alle paure quotidiane, di rendere questo momento di attesa e di provvisorietà una grande chance per cambiare, riorganizzare, innovare.
Resta ovviamente urgente e prioritaria la necessità di mettere in campo, da parte della Politica, nuove misure per aumentare, di almeno qualche punto, la fiducia delle famiglie e rilanciare i consumi.
Il disorientamento, la sfiducia, il pessimismo, avvelenano non solo l’economia, compromettendo l’auspicato avvio della ripresa, ma soprattutto la vita delle persone e delle famiglie.



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Commento dott. Filippi
Commento Presidente Pomini
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