La stima provvisoria dell'Istat indice che nel mese scorso i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,1 per cento rispetto a dicembre 2009 precedente e dell’1,3 per cento sullo stesso mese dell'anno precedente.
Nello scorso mese di gennaio l’inflazione è aumentata dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell’1,3% sullo stesso mese del 2009. Lo ha comunicato l’Istat sulla base della stima provvisoria.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo registra, sempre nel mese di gennaio, una variazione negativa dell’1,4% rispetto al mese precedente e una variazione di +1,4% rispetto allo stesso mese del 2009. Sulla base dei dati finora pervenuti, l’Istituto nazionale di statistica indica che gli aumenti congiunturali più significativi si registrano per i servizi sanitari e spese per la salute, trasporti e altri servizi (+0,5%). Variazioni nulle si sono registrate invece per i prodotti alimentari e bevande analcoliche, abbigliamento e calzature, istruzione. Prezzi in calo invece alle voci comunicazioni (-0,7%) e ricreazione, spettacoli e cultura (-0,4%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati per i capitoli bevande analcoliche e tabacchi (+4,5%), trasporti (+3,7%), altri beni e servizi (+3,3%). Variazione tendenziale negativa invece al capitolo abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-1,7%).
--- Confcommercio: "gli alimentari tengono bassi i prezzi"
“Sostanziale stabilità dei prezzi al consumo su base mensile e rialzo, largamente prevedibile, su base tendenziale determinato dall’aumento dei prezzi delle materie prime petrolifere alla luce del confronto con le dinamiche registrate tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009”: questo il commento dell’Ufficio Studi Confcommercio alle stime sui prezzi diffuse dall’Istat. “La sostanziale stasi dei prezzi degli alimentari, che prosegue ormai da quasi un anno – continua la nota - ha portato in 12 mesi il tasso tendenziale d’inflazione dal 3,8% allo 0,3%. Destano, invece, ancora qualche preoccupazione, oltre che i prezzi delle materie prime petrolifere, anche le dinamiche di prezzo dei servizi regolamentati, sia a livello locale che nazionale, da mesi con una significativa tendenza all’aumento”. “Dinamiche – conclude Confcommercio - che rischiano di riflettersi negativamente sui redditi disponibili delle famiglie e sui bilanci delle imprese in una fase ancora non consolidata di avvio della ripresa”.
|