Treviso 22 maggio 2013  
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03/04/2012 Lavoro: sulla riforma si punta a chiudere a maggio[LAVORO]

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martedì 3 aprile 2012
Lavoro: sulla riforma si punta a chiudere a maggio
[LAVORO]

Il governo vuole depositare il ddl prima di Pasqua. I partiti della maggioranza pronti ad un'intesa prima delle amministrative. Si cerca un accordo sull'articolo 18.

Un accordo sulla riforma del mercato del lavoro prima delle amministrative e una legge sulla corruzione entro Pasqua. Pd, Pdl e Terzo Polo attendono il premier Monti per il rush finale sulle riforme fondamentali. Per quella sul lavoro il conto alla rovescia e' gia' iniziato: "Il disegno di legge sara' presentato da qui a qualche giorno'' annuncia il Presidente della Repubblica, GiorgioNapolitano che attende di vedere il testo del provvedimento gia' stasera quando Monti esaminera' il progetto messo a punto dal ministro Fornero ''e vedra' se e' pronto per sottoporlo alla mia firma'', spiega Napolitano. Una firma che altro non e' che un "visto" per presentarla inParlamento. I partiti della maggioranza sono pronti ad apportare quei ritocchi per loro necessari ad arrivare ad un'intesa per varare la riforma. Il primo a puntare su un accordo e' il segretario del Pd.''Io ci credo'' dice Pier Luigi Bersani che guarda ad un ''punto di caduta condiviso in Parlamento'' e non vuole neppure prendere in considerazione la possibilita' di un ''incaponimento del governo''.Con un po' di ''equilibrio'', insomma, e' possibile correggere alcuni punti della riforma ed arrivare ad approvarla per maggio. Per farlo, Bersani e' disposto a mettere sul piatto della trattativa alcune delle richieste del centrodestra sulla ''flessibilita' in entrata''. Aperture che vengono apprezzate dal Pdl. ''Fare insieme la riforma e' meglio che farla separati'' dice il segretario Angelino Alfano. Il quale pero' teme il pressing della Cgil sul Pd. ''Non vorrei che l'agenda alla fine la facesse il sindacato e non il governo'' puntualizza Alfano ma Bersani chiarisce: ''Noi siamo un grande partito, piu' grande di quello di Alfano e ragioniamo con le nostre teste''. ''La nostra idea non puo' prevedere che il posto di lavoro sia unicamente monetizzato anche in assenza di una giusta causa di licenziamento'' spiega Bersani. Resta la disponibilita' sulla flessibilita' in ingresso che, l'esperto del Pdl, Giuliano Cazzola, apprezza: ''Bersani ha fatto aperture interessanti''. La schiarita sull'accordo tra il leader del Pd e Alfano fa intanto tirare un sospiro di sollievo al centrista Pier Ferdinando Casini che temeva un 'insabbiamento' del governo sulle secche della riforma del lavoro. ''Su una cosa sono d'accordo con Bersani: quando dice votiamo prima di maggio. Sul reintegro decide invece il governo''. Mentre su un alleggerimento delle regole in ingresso c'e' il suo ok: ''una flessibilita' superiore non crea pregiudizio al lavoratore, ma piu' mobilita''' osserva Sull'accordo, intanto, pesa la minaccia di sciopero generale della Cgil. ''Bisogna aiutare il premier 'a riflettere''' sui licenziamenti economici, chiarisce la leader Susanna Camusso. Monti, rientrato dal lungo tour asiatico, convoca a stretto giro di posta un Cdm nel corso del quale ci potrebbe essere un ultimo giro di tavolo sulla riforma prima di inviarla alla valutazione del presidente della Repubblica. ''La riforma- ha ripetuto Monti - serve a modernizzare la rete di sicurezza sociale'' e ad aumentare la ''flessibilita' nella gestione della forza lavoro''. Ma in Italia, ad attenderlo dall'Asia, ci sono anche i nuovi, drammatici, dati sulla disoccupazione, soprattutto quella giovanile. E il Consiglio dei ministri di oggi potrebbe essere l'occasione per fare il punto su una serie di altre questioni urgenti. C'e' la riforma della giustizia, per la quale Casini chiede di chiudere entro Pasqua sulle norme anticorruzione. ''Se le forze politiche non troveranno l'accordo, il governo vada avanti da solo'' avverte. Risolta, in extremis, con un emendamento in Senato al decreto fiscale, la questione dell'Imu, resta da affrontare il nodo'esodati'. Per dare un'indennita' ai lavoratori in mobilita' da 'accompagnare' verso la nuova eta' pensionabile, Monti potrebbe dover avere bisogno di altri 3 miliardi di euro l'anno.


Crisi: per Monti non servono manovre correttive

L'Europa e l'Italia hanno bisogno di riforme strutturali per avviare e consolidare la crescita ma, come ha rimarcato il premier Mario Monti, non c'è bisogno in Italia di manovre correttive per far fronte alla crisi. Lo precisano fonti di Palazzo Chigi in riferimento a un articolo del Financial Times sull'ipotesi di nuove misure di austerity in Italia.


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