Treviso 25 maggio 2013  
Ascom Temi pubblici e politici
 

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Ascom Temi pubblici e politici

venerdì 24 maggio 2013
Letta: "auspicabile evitare l'aumento Iva"
[ECONOMIA]

Per il presidente del Consiglio è necessario "discutere delle risorse che saremo in grado di reperire tagliando la spesa. Sarà il tema delle prossime settimane e dei prossimi mesi". Intanto è scontro tra Epifani e il Pdl.

"Se ci saranno le risorse, sarà auspicabile evitare l'aumento dell'Iva già deciso":
come ha detto il presidente del Consiglio Enrico Letta al termine del Consiglio europeo, tale aumento "c'è perché è stato stabilito dal governo precedente.
"Dobbiamo discutere delle risorse che saremo in grado di reperire tagliando la spesa.
Sarà il tema delle prossime settimane e dei prossimi mesi".
Intanto le grane fiscali continuano a scuotere la maggioranza: lo scontro è tra il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, e molti rappresentati del Pdl capeggiati dal capogruppo alla Camera Renato Brunetta. Una volta rinviato l'Imu, mentre si apre il cantiere sulle tasse della casa, il nodo da sciogliere è appunto 'Iva. A dare fuoco alle polveri è stato Epifani, che ha avanzato un dubbio: ''mi domando, se le risorse sono scarse, non convenga evitare un aumento dell'Iva e limitare la rimozione dell'Imu per le fasce medie''.
E, sempre dal Pd, il viceministro Stefano Fassina ribadisce: ''dovremmo fare tutti gli sforzi per evitare l'aumento dell'Iva''. Replica Brunetta ''prima di lasciarsi andare a certi commenti, Guglielmo Epifani si informi con il suo presidente del Consiglio e con i suoi capigruppo di Camera e Senato su come stanno le cose''.
E aggiunge: ''i provvedimenti su Imu e Iva, insieme a quelli sulla totale defiscalizzazione e decontribuzione delle nuove assunzioni di giovani, sulla riforma dei poteri di Equitalia e sulla sburocratizzazione delle procedure amministrative per avviare attività produttive, non si cannibalizzeranno (sì Iva, no Imu, per esempio) a vicenda, ma verranno tutti attuati, così da consentire al governo di realizzare l'intero programma su cui ha ottenuto la fiducia, nell'ambito di un grande processo riformatore''.
La sintesi è affidata a Maurizio Gasparri: ''bisogna sia eliminare l'Imu che evitare l'aumento dell'Iva''. E il ministro agli Interni e segretario del Pdl Angelino Alfano taglia corto:
''non ho letto le dichiarazioni di Epifani, lo sentirò''.


Sangalli: "per rilanciare la crescita stop all'aumento Iva"

"C'e' bisogno di rilanciare la crescita, aumentando la domanda interna che in questo momento è desolatamente ferma. E' necessario dare uno stop all'aumento dell'Iva perché la domanda interna potrebbe scendere ulteriormente".
Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, lo ha detto entrando all'assemblea di Confindustria.

Con l'aumento Iva "stangata" di 135 euro l'anno a famiglia, a rischio 26mila imprese del commercio

L'aumento dell'Iva dal 21 al 22%, previsto per il primo luglio, comporterebbe per le famiglie una stangata da 135 euro l'anno. A tanto ammonterebbe, spiega il direttore dell'Ufficio studi di Confcommercio Mariano Bella, l'importo che sarebbe devoluto dalle famiglie all'incremento della spesa, visto che l'alquota impatta sul 70% dei consumi totali.
Si tratterebbe, per il solo 2013, dal luglio a dicembre, di 70 euro in più che "contribuirebbero a deprimere i consumi".
L'Ufficio studi ha anche rivisto le stime sulla nati-mortalità delle imprese del del commercio al dettaglio a fine anno: sono 26mila quelle che potrebbero scomparire a causa della crisi.

Figisc: "No ad aumenti Iva, carburanti già tassati al massimo europeo"

"Un ulteriore aumento dell'IVA sarebbe un'ulteriore mazzata alla domanda interna, che tra consumi ed investimenti muove l'ottanta per cento del prodotto interno lordo, al potere d'acquisto delle famiglie ed ai conti delle imprese".
Parole di Luca Squeri, Presidente Nazionale Figisc e Stefano Cantarelli, Presidente Nazionale Anisa, le due organizzazioni che raggruppano i gestori degli impianti di distribuzione carburanti rispettivamente della rete stradale e di quella autostradale "ed a maggior ragione nel settore dei carburanti che dall'inizio del 2012 all'aprile 2013 ha perso già l'11,4 % dei consumi, un indice che è pari a quasi due volte e mezza la flessione generale dei consumi del Paese". "Con i continui aumenti delle accise dal 2011 e di un punto di IVA, già intervenuti fino ad oggi, la fiscalità di base (senza il prezzo industriale) sui carburanti è aumentata mediamente dal 31 al 49 % a seconda dei prodotti,» denunciano i rappresentanti della categoria dei benzinai «il prezzo al consumo della benzina è aumentato di 25 cent/ litro, di cui solo 4 sono dovuti all'aumento del prezzo industriale (il 15 %), mentre ben 21 sono da addebitare all'incremento delle imposte che hanno contributo per l'85 % a tale incremento; per non parlare del gasolio, in cui, su 23 cent/litro in più sul prezzo finale al consumo, il 100 % è dovuto all'aumento delle imposte".
"Già oggi – e così va avanti da quindici mesi – le imposte sui carburanti in Italia sono le più alte dell'Unione Europea e si portano via dal 56 al 61 %, a seconda si tratti di gasolio o benzina, del prezzo pagato dall'automobilista.
L'ulteriore aumento di un punto di IVA comporta un ulteriore balzello di 2 cent/litro che spingerà ancor più nel baratro questi consumi necessari per la mobilità di famiglie ed imprese.» Concludono Squeri e Cantarelli, che aggiungono.
Il settore è già stato duramente penalizzato dalle scelte fiscali dei governi ed in particolare lo sono stati i gestori, che acquistano il prodotto con tutte le imposte che vi gravano e con oneri finanziari del tutto sproporzionati alla redditività, che hanno un margine lordo fisso del tutto indipendente dagli aumenti del prezzo finale - e che di questo prezzo non rappresenta ormai più del 2,2 % -, margine peraltro già dimezzato dalle politiche commerciali imposte loro dalle compagnie petrolifere e dal crollo verticale dei consumi intervenuto da un anno e mezzo a questa parte".

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