Elezioni: Confcommercio presenta le priorità per il terziario
In vista delle imminenti elezioni amministrative che coinvolgeranno Spresiano, Silea e Vidor, Confcommercio Treviso ha elaborato e inviato ai candidati sindaci dei tre Comuni un documento programmatico che, in rappresentanza delle imprese del terziario, indica le priorità e i fronti di impegno necessario. Il testo, frutto del lavoro condiviso con i fiduciari del territorio, traccia la rotta per politiche e concrete azioni di sostegno per le imprese locali che rappresentano il cuore economico e sociale di questa parte di provincia. Il Comune è infatti l’interlocutore più prossimo ai cittadini e alle imprese: l’intento di questa lettera aperta è di porre all’attenzione degli amministratori alcune riflessioni e orientamenti da condividere con i principali portatori di interesse a tutela della vivibilità complessiva delle nostre comunità.
Mentre le città cambiano, assistiamo a un fenomeno che rischia di comprometterne l'identità e la vitalità: la desertificazione commerciale. Negli ultimi dodici anni in Italia sono sparite oltre 140mila attività di commercio al dettaglio e oggi abbiamo più di 105mila negozi sfitti. Non sono numeri astratti: ogni saracinesca che si abbassa significa meno sicurezza, meno servizi, meno attrattività, meno socialità. E questo impoverisce la vita urbana più di quanto dicano le statistiche.
Senza interventi di rigenerazione urbana, all'orizzonte si profilano vere e proprie “città fantasma” o “frazioni dormitorio” ed è uno scenario che riguarda tutti i territori: i centri storici che si svuotano, i piccoli comuni che perdono funzioni essenziali. La desertificazione non è un semplice dato economico, ma una questione di coesione sociale molto sentita dalle famiglie e dai consumatori: due residenti su tre chiedono infatti città più vive, più accessibili, più ricche di negozi sotto casa, luoghi dove ci si possa incontrare, vivere relazioni autentiche. Questa domanda crescente di prossimità ci dice che, come ha dichiarato il presidente nazionale di Confcommercio, Carlo Sangalli «la città resta un bene comune, e che proprio dalle economie di prossimità - le imprese del terziario di mercato, del commercio e dei servizi in particolare - passa la possibilità di costruire comunità più solide, più attrattive, più sicure».
Confcommercio avanza pertanto alcune proposte concrete. A livello nazionale, occorrono un coordinamento stabile delle politiche urbane e una strategia unitaria che integri i diversi programmi e fondi europei e nazionali. A livello regionale, è essenziale valorizzare e armonizzare l'esperienza dei Distretti Urbani dello Sviluppo Economico, oggi troppo frammentata. A livello comunale – ed è qui che entrano in gioco i sindaci – servono “Programmi pluriennali per l'economia di prossimità”: strumenti che mettano insieme patti locali per la riattivazione dei locali sfitti, con canoni calmierati e incentivi coordinati tra pubblico e privato, accompagnamento all'avvio d'impresa, logistica urbana sostenibile, welfare territoriale, partenariati con il mondo immobiliare per integrare nei progetti di rigenerazione spazi per i servizi di quartiere. È un'agenda ambiziosa, ma necessaria.
Infine, sul piano del turismo, Confcommercio raccomanda un utilizzo trasparente dell'imposta di soggiorno affinché sia reinvestita sul territorio secondo principi di sostenibilità economica e ambientale, diventando risorsa generativa di benefici per le comunità locali e il comparto ricettivo. Il settore turistico si conferma uno straordinario volano per il rilancio del nostro territorio, con un forte potenziale di crescita.
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