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Pillole di sicurezza informatica

Pubblicato il: 28 Gennaio 2026

Pillole di sicurezza informatica

149 Milioni di Account Esposti

 

Un recente leak ha rivelato 149 milioni di login e password esposti online, tra cui account di servizi finanziari, social, gaming e siti di incontri. La mole di dati era impressionante: oltre 96 GB di informazioni non protette né criptate, facilmente accessibili a chiunque.

Il database conteneva e-mail, username, password e link diretti ai login. Non si tratta di un caso isolato: i malware “infostealer” continuano a raccogliere credenziali da tutto il mondo. La vicenda dimostra che anche i cybercriminali possono diventare vittime di leak, soprattutto quando i dati vengono conservati in repository cloud pubblici.

 

Tipologie di account coinvolti

Gli account colpiti erano estremamente variegati. Dai social network come Facebook, Instagram, TikTok e X, ai siti di incontri e piattaforme come OnlyFans, fino agli account di streaming come Netflix, DisneyPlus e Roblox.

Non mancano account finanziari, portafogli crypto, conti bancari e carte di credito. Perfino credenziali legate a domini governativi sono state esposte, aprendo scenari di rischio per la sicurezza nazionale e la privacy individuale.

L’esposizione dei dati ha permesso potenzialmente attacchi di “credential stuffing”, dove malintenzionati automatizzano l’accesso agli account rubati. Questo aumenta le probabilità di frodi, furti d’identità, crimini finanziari e campagne di phishing estremamente realistiche.

Cosa sono gli Infostealers

L’accesso alle caselle di posta elettronica avviene normalmente attraverso un utente e una password. Tale utente e password sappiamo che deve essere conservata con cura e messa al riparo da occhi indiscreti sia quando è presente la MFA che soprattutto quando questa non è attiva o impossibile da utilizzare.

Queste coppie di chiavi, nome utente e password, devono essere messe al riparo anche dagli infostealer. Un Infostealer – o ladro di informazioni – è un tipo di malware che viene installato su una postazione di lavoro e ruba tutte le informazioni che un utente digita con la tastiera e le invia ad un server remoto controllato da un attaccante.

Accessi alla banca, accessi alle caselle di posta, accessi a qualsiasi account o profilo utente come Netflix, Disney Plus, Instagram, Facebook, vengono inviati costantemente al criminale informatico.

Prendersi un infostealer è molto semplice, ad esempio scaricando un file infetto – come i keygen di attivazione dei software – oppure un software non originale, oppure cliccando su un allegato infetto.

Tali informazioni, vengono rivendute successivamente nei mercati underground, e sono spesso l’inizio di un attacco ai sistemi informatici in quanto forniscono credenziali di accesso o preziose informazioni per i criminali informatici.

 

Difendersi dai rischi

Proteggersi è complesso ma possibile. L’uso di antivirus aggiornati è essenziale, così come la revisione di app, permessi e processi in esecuzione su dispositivi. Password manager crittografati possono ridurre alcuni rischi, pur non essendo una soluzione totale contro malware avanzati. Aggiornamenti regolari di sistema operativo e software di sicurezza rimangono fondamentali.

Le aziende e gli individui devono essere consapevoli che malware, allegati malevoli, aggiornamenti falsi e estensioni del browser compromesse possono rapidamente compromettere le credenziali. La prevenzione passa anche dall’educazione digitale e dalla vigilanza costante sulle proprie informazioni online.

L’incidente sottolinea quanto sia fragile la sicurezza dei dati e quanto sia essenziale monitorare e proteggere costantemente le proprie informazioni digitali. La gestione delle password e la sicurezza informatica non sono più opzionali, ma necessità quotidiana.

Le cifre mostrano che tra gli account più colpiti ci sono Gmail con 48 milioni di login, Facebook 17 milioni, Instagram 6,5 milioni e Netflix 3,4 milioni. Questi numeri dimostrano quanto siano vulnerabili persino i servizi più popolari e diffusi.

Per ridurre l’esposizione, è consigliabile adottare autenticazione a due fattori, verificare periodicamente le attività sospette e utilizzare strumenti affidabili per la gestione delle credenziali. La sicurezza digitale dipende tanto dalle abitudini degli utenti quanto dalla robustezza dei servizi.

 

Un utile strumento per verificare se la propria casella di posta elettronica è finita in un furto di credenziali è il sito https://haveibeenpwnd.com

 

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